Nina sbarca il lunario facendo magie alle feste dei bambini, ha un fidanzato che si chiama Rossano e passa i pomeriggi in una casa di riposo come volontaria. Un vecchio sta scrivendo un diario per scusarsi con qualcuno — non sappiamo con chi, non sappiamo di cosa. Un uomo ha appena ucciso una donna.
Tre vite che scorrono parallele sullo sfondo di Genova — i suoi vicoli, il suo mare, la sua luce particolare — senza mai davvero incrociarsi. Finché non lo fanno.
Il secondo romanzo di Manuel Bova con Sperling & Kupfer è costruito come un meccanismo a orologeria: ogni storia ha il suo ritmo, la sua voce, la sua temperatura. Si leggono con la sensazione che stia per succedere qualcosa — e quando succede, il fiato si ferma. Il finale lascia qualcosa di amaro in bocca. Del tipo che non si toglie facilmente.